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PROFESSIONE ATTACCANTE. Intervista a Rocco Scilimato uno dei migliori talenti che il calcio palazzese abbia mai avuto a cura di Mario SALUZZI, articolo tratto da Libero Accesso, mensile di comunicazione - n. __/2007 |
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Ero a cena con Andrea Esposito, attaccante del Napoli calcio negli anni '70. Quando scopri che ero di di Palazzo, il suo primo pensiero andò a Rocco Scilimati. Lo aveva visto giocare e entusiasta lo aveva definito "il più grande centravanti della Basilicata". Approvando in pieno le parole di Esposito ritengo che Rocco abbia scritto una pagina molto importante del calcio palazzese, prima da calciatore, poi da allenatore. Rocco cosa ci racconti della tua carriera? Ho esordito all'età di 13 anni, sotto falso nome, nel grande Palazzo che militava nella promozione lucana, allenato da Amedeo Chisena. A 15 anni fui ceduto al Poggiardo, serie D, società satellite del Lecce calcio, dove sono stato per un anno per poi tornare in zona e giocare nel Lavello che militava nella stessa serie. Li restai fino all'età del servizio militare, per poi tornare a giocare nell'Us Palazzo. Perchè con la tua bravura, il tuo estro, non sei diventato professionista? Se potessi tornare indietro, quali decisioni cambieresti? Mentre giocavo nel Poggiardo andai a fare un provino nella As Roma dove fui selezionato. I miei genitori, poichè ero minorenne, non diedero l'assenso. In quegli anni chi giocava al pallone era considerato un fannullone. Forse, se quella decisione fosse stata positiva la mia carriera sarebbe stata diversa. Il tuo momento più bello e quello più brutto? Di momenti belli, calcisticamente parlando, ne ho avuto molti, ma quello che ricordo in assoluto fu quando portai il Palazzo in promozione, vincendo lo scontro diretto con il Genzano, avanti a noi di un punto; quel giorno segnai 3 gol. Momenti brutti non ne ho mai avuti. Cosa ti senti di dire ai giovani che vogliono fare i calciatori? Il calcio non è un mondo facile, ci vuole innanzitutto molta dedizione e impegno. Avendo avuto una scuola calcio,ai miei ragazzi lo dicevo sempre. Difatti, ogni anno, organizzavo presso il campo sportivo delle manifestazioni tecniche-sociali con il Bari, il Foggia e l' Andria, proprio per far capire ai giovani il diverso modo di interpretare il calcio. Ricordo con affetto Vito Frangione che faceva parte del mio staff, nonostante i suoi mille impegni mi aiutava nella preparazione atletica della squadra. Sei stato anche mister dell'Us Palazzo, cosa, ricordi di quell'esperienza? Negli anni '90, dopo aver abbandonato il calcio giocato per motivi di età, sono restato fuori dal giro per molti anni. Intanto il grande Palazzo, per problemi economici, non si iscrisse al campionato di promozione e fu retrocesso in seconda categoria, dove vi restò per un decennio. Con circa 70 soci formammo una forte società che in 4 anni riportò la squadra, composta da tutti ragazzi palazzesi, al massimo campionato regionale. Poi il resto è storia di oggi e tutti la conoscete. Ho saputo in questi giorni che è nata una nuova società per rifondare la squadra di calcio. Sono molto contento e spero che riporti lustro al nostro paese, poichè a livello regionale il calcio palazzese ha sempre fatto parlare la critica in modo positivo. Grazie Rocco, speriamo che la tua testimonianza serva da lezione ai tanti giovani che vogliono fare i calciatori, poichè rimarrai sempre nei ricordi di chi gioca a calcio. Grazie a voi. |
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