CRIPEZZI CAMPIONE DI FAIR PLAY.

UN ALTRO RICONOSCIMENTO AL GIOCATORE DELLO SPORTING

a cura di Celeste CORRADO

articolo tratto da Libero Accesso, mensile di comunicazione - n. 1/2007

 

Una chiacchierata con Marco Cripezzi, campione di Fair Play. Un riconoscimento importante che non fa certo dimenticare il momento di crisi che sta vivendo lo Sporting.

 

Il "Panathlom international club" di Matera ti ha assegnato lo scorso 30 novembre, il premio Fair play 2006. Quali sono le tue sensazioni?

 

Sono sicuramente fiero soprattutto perché questo premio assegnato dal "Panathlon club" comprende le regioni della Calabria, Puglia e Basilicata. Sono molto orgoglioso perchè è stato premiato un gesto, che a quanto dicono nello ambiente, ma è stato sottolineato anche durante la cerimonia di premiazione, non tutti avrebbero fatto.

 

Un gesto che va nella direzione del rispetto delle regole e dell'etica del gioco. Oggi ha più senso?

 

Sicuramente si, perchè il calcio deve essere visto semplicemente come uno sport senza avere altre finalità. Certo se si vince e' meglio, ma per vincere non bisogna forzare o aggirare delle cose. In virtù di ciò nasce anche il mio gesto.

 

Un gesto sportivo, non meditato, spontaneo e naturale. Ricordiamo che hai volutamente calciato fuori un rigore concesso ingiustamente dall'arbitro a favore della tua squadra. Un gesto dunque che viene prima di ogni risultato. Un gesto che non aiutò il destino della partita, perchè perdeste 4-3?

 

Per quanto mi riguarda lo rifarei. Non so altri. Ma se si vede il calcio come uno sport con la conseguente lealtà che è connaturale, sicuramente si può fare. Spero sia d'esempio per i giovani perchè probabilmente non sempre seguono i giusti insegnamenti e talvolta c'è una superficialità di fondo che fa perdere questi valori.

 

Che reazione hanno avuto i tuoi compagni di squadra in seguito al tuo gesto?

 

Ci sono state opinioni discordanti. Qualcuno ha ammesso che avrebbe segnato quel rigore, gli altri sono stati contenti, sopratutto il presidente della squadra perchè sicuramente il nostro obiettivo è si quello di fare il campionato, vincere il maggior numero di partite, però poi questo gesto rientra nell'etica sportiva e nei valori di cui l'associazione Amica si fa portatrice.

 

Hai appena detto che vincere il maggior numero di partite è uno dei vostri obbiettivi. Cosa sta succedendo allo Sporting? Serie C1, su nove partite, otto perse, ora ultimo posto in classifica.

 

Sicuramente affrontare un campionato nuovo come la  C1 non e' facile. Ci sono squadre ben organizzate che fanno questo campionato da molto tempo.